
Sono Lucio
A volte mi chiamano Parinè
Ho iniziato a fotografare molto giovane, all’età di quindici anni, grazie all’incontro con Luigi C., che allora ne aveva ventitré. Luigi aveva appena terminato un corso per assistente alla macchina da presa presso una scuola dove aveva avuto l’opportunità di studiare con professionisti del cinema e della televisione. Attraverso quei contatti iniziò presto a collaborare con diversi registi.
Fu lui ad aprirmi le porte del mondo della fotografia e a convincermi a iscrivermi alla stessa scuola che aveva frequentato. Scelsi il corso di fotografia, attratto dalla possibilità di raccontare storie attraverso le immagini e di osservare la realtà da una prospettiva diversa.
La mia prima macchina fotografica fu una Zeiss Ikon Contessa.
Con entusiasmo mi procurai tutto il necessario per allestire una camera oscura, dove imparai a sviluppare e stampare personalmente le fotografie. Quelle ore trascorse tra negativi, ingranditori e vasche di sviluppo furono una vera scuola di formazione, non solo tecnica ma anche umana.
Poco tempo dopo iniziai a lavorare come fotografo freelance, realizzando ritratti di attori e cantanti grazie ai contatti che avevo nel mondo dello spettacolo. Successivamente collaborai con l’agenzia fotografica di Elio Sorci, noto per essere stato tra i primi paparazzi dell’epoca della Dolce Vita.
Per me la fotografia non è mai stata semplicemente una professione. È stata, prima di tutto, una scuola di osservazione. Attraverso l’obiettivo ho imparato a guardare le persone, a coglierne le espressioni, i gesti, le fragilità e le emozioni. Ho imparato a osservare il mondo con curiosità, attenzione e rispetto.
Tutto ciò che ho fatto successivamente per guadagnarmi da vivere appartiene a un’altra storia. La fotografia, invece, è sempre rimasta il filo conduttore della mia vita, il linguaggio attraverso il quale continuo a interpretare la realtà.